Marcello Anasipoli

20 aprile 1909: Marcello dopo la leva militare
Marcello Anasipoli (Trieste 13.11.1888 – Doberdò 26.10.1917)



Marcello era un ragazzo intelligente e vivace ma, a differenza del fratello maggiore Virgilio, non amava molto la scuola. Perse la madre quando aveva 14 anni. Due anni dopo il padre si risposò e Marcello scomparve da casa per farsi vivo solo dopo 3 mesi, con una cartolina da Pensacola, in Florida, dove si trovava con la nave sulla quale si era imbarcato come mozzo. Navigò per circa un anno e al suo ritorno a Trieste andò a lavorare a Barcola nella fabbrica di ghiaccio del barone Ritter (viale Miramare, 91) . Marcello amava molto la meccanica e i motori. Possedeva già una motocicletta, rarissima a quell’epoca.
L’anno successivo (1910) parte per il servizio militare che svolgerà a Pola, nella marina austroungarica (vedi foto) .
A Pola, il 24 gennaio 1915, si sposa con Barbara Franke detta Betty (Hagenbrunn-Korneuburg, 6.08.1893, figlia di Antonio e Giovanna Holzbauer) che gli aveva appena dato una figlia (Anna, detta Anny, nata il giorno 11.10.1914). Poi viene mandato a Vienna per seguire un corso di motorista nella ex fabbrica di locomotive convertita alla produzione bellica. Barbara lo raggiunge e proprio a Vienna, il 2 aprile 2016, viene alla luce Marcella detta Cetty. Quando ritorna viene assegnato come mitragliere allo stormo di idroplani comandati dal famoso barone Goffredo de Banfield. Purtroppo, il 26 ottobre 1917, due giorni dopo l’avanzata austroungarica di Caporetto, il suo velivolo venne abbattuto da alcuni aerei italiani nei pressi di Nova Vas (Doberdò). Ferito gravemente viene catturato dagli italiani che tentano inutilmente di operarlo in un ospedale da campo allestito in una grotta. Il suo corpo non verrà mai più ritrovato.
Il tenente Maximilian Kramer von Drauberg, che pilotava il velivolo, venne ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di via S.Anastasio (oggi scuola media) dove ricevette la visita di Barbara, moglie di Marcello; morì 6 mesi più tardi, il 2 aprile 1918.
SEGUE…